L’irriducibile attualità del classico: Romeo e Giulietta al Piccolo Festival Teatrale di Bagnara

Non sono rimaste molte, di questi tempi, le compagnie così coraggiose da osare cimentarsi con i “testi sacri” del teatro. E anche quando ogni tanto qualcuno ci prova, spesso si lascia prendere dalla tentazione di “ri-attualizzare” il classico (il che, poi, nella maggior parte dei casi equivale ad ambientare l’opera in un luogo improbabile, buttare addosso ai personaggi una t-shirt e mettergli in bocca qualche termine slang sperando che si accenda la magia). Nella convinzione implicita che il pubblico sia troppo scemo per capire il testo, o che questo non sia più in grado di parlare ai contemporanei.

E pensare che basta lasciargli un po’ di spazio e i classici sanno benissimo sbarazzarsi da soli delle incrostazioni lasciate dal tempo e da troppe letture banali. Certo, per tentare l’esperimento ci vuole un pizzico di incoscienza. Prendi, ad esempio, un caso di quelli apparentemente impossibili come Romeo e Giulietta, che solo a sentirla nominare ti si affaccia alla mente una carrellata di luoghi comuni: dalla serenata romantica al balcone, alle frotte di turisti che si fanno migliaia di km solo per lasciare le loro inutili scritte accanto alle statue dei due amanti a Verona, a gloria imperitura dell’infinita idiozia dell’uomo moderno. Senza contare gli innumerevoli tentativi di “ri-attualizzazione”, tra cui la trasposizione cinematografica di Baz Luhrmann Romeo+Juliet  (che poi, vista a vent’anni di distanza, non era neanche così terribile).

13730851_1777169889233736_3966317360246507650_o.jpg

Come risuscitare il cadavere? Sabato sera, sul palcoscenico perfetto della Rocca sforzesca di Bagnara di Romagna (deliziosa fortezza quattrocentesca in miniatura) ci ha pensato Bezoar·t, compagnia di giovani attori freschi freschi della scuola del Piccolo, a svelare la ricetta: basta accendere qualche candela per suggerire l’ambientazione, stendere un drappo nero sul fondo, far entrare in scena i personaggi e lasciare che la trama si svolga. Non che manchi un lavoro dietro alla messa in scena curata da Davide Gasparro. Ma un lavoro di ripulitura del testo dalla ruggine di traduzioni roboanti e retoriche, per recuperare la vitalità magmatica la freschezza giovanile della lingua shakespeariana. Pazienza se, per rispettare il termine di 2 ore promesso dallo stesso Shakespeare al pubblico, si è dovuto sopprimere o fondere un paio di personaggi minori. Frate Lorenzo, invece, viene riportato giustamente al centro della ribalta, chiamato a pronunciare il prologo come se la trama stessa fosse una sua creazione.

13738167_1777169989233726_4213126298458266247_o.jpg

É il santo teologo e filosofo francescano, infatti, ad accettare di aiutare un Romeo in preda ad incontenibili bollori adolescenziali (solo dopo averlo giustamente psicanalizzato e cazziato a dovere, perché OK che a 16 anni si è un po’ volubili ma passare da una cotta ad un’altra nel giro di 30 minuti è sintomo di grave instabilità psichica), convinto che il matrimonio con la bella Capuleti possa riconciliare le due famiglie. É ancora lui a sortire la trovata della pozione per far fronte al precipitare della situazione e all’impulso autodistruttivo di Giulietta. In pratica, è lui a tirare i fili dell’opera come le molte figure di practical joker quali il duca di Vienna in Misura per Misura. Con la sola differenza che, se in quel caso il piano funziona alla perfezione, qui un imprevisto fa sfuggire il meccanismo dalle mani del manovratore. Salvo poi raggiungere in modo imperscrutabile lo scopo prefissato, cioè riunire Montecchi e Capuleti di fronte al letto, di nozze e di morte, dei due giovani.

13767370_1777169892567069_1390691351306657474_o.jpg

Proprio il legame tra amore e morte che attraversa l’opera è stato il tema del dialogo tra Alessandro Aresu, Raphael Ebgi e Davide Gasparro, aperitivo di altissima qualità per la rappresentazione. Alcuni appunti in ordine casuale: con buona pace della critica, che ci ha preso gusto a tratteggiare un profilo di Shakespeare come di un filosofo neoplatonico, quello tra Romeo e Giulietta è un amore tutt’altro che platonico: carnale, impaziente, impossibilitato a generare, che non può arrivare a consumarsi che nella tomba. Una passione impulsiva, irregolare, irragionevole come la sete di vita che muove Mercuzio, ma in fondo non meno razionale degli attacchi di isteria che travolgono anche gli adulti come il vecchio Capuleti, che alla notizia del suo rifiuto di sposare Paride dà alla figlia della sgualdrina in almeno quattro modi diversi. Come sottolinea Ebgi, Giulietta non somiglia affatto alla classica eroina tragica pronta ad offrire la propria vita per la causa: di fronte alla prospettiva della morte apparente ha un lungo momento di esitazione, temendo di risvegliarsi da sola. Modernissima, come quella “banderuola” di Romeo che al momento di entrare alla festa intravvede chiaramente la sfiga in agguato ma accetta di seguire un disegno più alto, salvo poi lamentarsi di essere il “buffone della sorte” dopo aver ucciso Tebaldo e decidersi di nuovo a “sfidare le stelle” alla notizia della morte dell’amata. Ma sarebbero molti altri gli esempi di come un classico sia tale per la sua capacità di parlare a tutte le epoche, svelando ogni volta nuovi risvolti e lasciando più problemi aperti che risolti.

Regia pulita ed efficace, recitazione fresca e sicura. Bravissima Maria Laura Palmeri che riesce a pronunciare il fatidico “Romeo perché sei tu Romeo” proprio come se fosse stato detto per la prima volta con la grazia un po’ ingenua di un ragazzina di 14 anni alla prima cotta. Meglio tenere d’occhio questi ragazzi, protagonisti del Piccolo Festival Teatrale di Bagnara, che nelle 8 serate dell’edizione 2016 ha fatto sold-out, anche con scelte tutt’altro che semplici come Gli Emigranti di Mrozek.

IMG_20160723_230132053.jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...