I 44 volti dell’Ecce Homo: Immagini da Antonello al Collegio Alberoni

Quale(i) rapporto(i) tra l’arte contemporanea e quella del passato? La domanda potrebbe sembrare peregrina, ma spesso è proprio sull’apparente assenza di continuità (nel soggetto, nella tecnica, nel contenuto) tra le due forme artistiche che il pubblico dei non “addetti ai lavori” inciampa, rimanendo spiazzato e disorientato. D’altra parte, la gloriosa tradizione figurativa del Medioevo e del Rinascimento è avvertita da molti artisti di oggi come un fardello ingombrante e sono pochi quelli – come Jenny Saville – dotati del fegato (o dell’incoscienza?) necessario per cimentarsi in un confronto diretto.

Una certa audacia anima anche la mostra Ecce Homo. Immagini da Antonello al Collegio Alberoni di Piacenza: al posto di ricostruire a tavolino (come è ormai di moda) legami e dialoghi improbabili tra opere antiche e contemporanee, i curatori Gianfranco Centenari e Claudio Cerritelli portano allo scoperto le possibilità di relazione reciproca tra l’arte di ieri e di oggi invitando 22 pittori (20 italiani, 2 stranieri) più e meno noti a misurarsi esplicitamente e in assoluta libertà con il fiore all’occhiello della collezione piacentina proponendo 2 opere ciascuno. Una sfida ambiziosa, considerando che l’Ecce Homo è un’immagine complessa e contradditoria, dove il soggetto convenzionale si unisce ad un’inquadratura modernissima (quasi un primo piano cinematografico), l’astrazione dalle coordinate di tempo e spazio si sposa al realismo estremo dei dettagli e alla concretezza materica della carne, mentre l’avvilimento dipinto sul volto di Cristo evita in extremis di cedere alla rassegnazione, lasciando piuttosto affiorare una domanda silenziosa: Ho faticato invano?

Di fronte ad una tale provocazione, non stupisce che i 22 artisti, nella varietà dei propri percorsi di ricerca, abbiano dato le rispose più diverse, che si può tentare di ricondurre a categorie comuni solo a costo di qualche forzatura.

C’è chi, come Ruggero Savinio e William Xerra, mira a ricostruire l’immagine nel proprio personale linguaggio, sforzandosi allo stesso tempo di preservarne l’identità originaria: un tentativo che sembra riuscire meglio, paradossalmente, quanto più il linguaggio è distante da quello di Antonello, come nel caso delle forme archetipiche ritagliate nella carta di Sandro Cabrini (il cui Incontro con l’uomo vince la palma di miglior titolo).

IMG_20151227_172604127.jpg

Le opere di William Xerra

C’è, poi, chi identifica nell’opera un’icona universale del dolore e dell’avvilimento dell’umano, identificandosi a sua volta con essa. Nelle opere di Ennio Calabria, Mauro Fornari e Paolo Pagani, il corpo ferito dell’artista prende il posto di quello di Cristo (e Fornari commenta questo “colpo di scena” con la definizione autoironica di Povero Cristo), mentre Marco Luzi rende esplicito il valore globale dell’immagine trasferendola sotto le spoglie di un ritratto all’orientale.

IMG_20151227_170644414.jpg

Le opere di Mauro Fornari

Una lettura opposta (ma solo apparentemente) è quella di chi vede nell’Ecce Homo il pretesto per una pura risonanza emotiva, per l’espressione di un tormento interiore attraverso la linea e il colore: così nelle reinterpretazioni di Giancarlo Bargoni, Mino Ceretti ed Attilio Forgioli, l’identità dell’immagine sfuma gradualmente, fino a far perdere le proprie tracce nella gestualità violenta di Nes Lerpa, Sandro Martini e Piero Zuccaro.

 

Prevedibilmente il tema della memoria, visto come una specie di confine permeabile tra la presenza e l’assenza dell’immagine, è tra quelli più battuti. Michele Canzoneri sembra voler evitare la sparizione definitiva del volto consegnandone la traccia ad un Konvolut (rotolo di carta usato per avvolgere i libri nelle biblioteche), mentre l'”iperscrittura” di Giovanni Fra e la grafica raffinata di Mario Raciti concentrano l’attenzione su alcuni segni – le gocce di sangue, i capelli – come se questi potessero richiamare l’immagine dall’oblio in cui rischia di cadere. Sforzo inutile, perché nell’opera di Giuseppe Puglisi la cancellazione del volto si è ormai consumata.

Nella pratica della citazione, vera e propria cifra distintiva dell’arte postmoderna, anche la sacralità dell’icona sembrerebbe poi annullarsi definitivamente. Nei dipinti di Giulio Catelli e Fujio Nishida, l’Ecce Homo sembra capitato per caso in una collezione di oggetti della nostra quotidianità. Proprio ora che una distanza incolmabile sembrerebbe aver ridotto l’immagine ad un frammento insignificante, però, la sua contemporaneità ne esce inaspettatamente più viva: anche inserita in un contesto estraneo, infatti, essa non perde la propria capacità di farsi compagna di strada nel presente e di rianimare quelle che senza di lei sarebbero solo “nature morte”.

IMG_20151227_170450841.jpg

Le opere di Giulio Catelli

Anche se non tutti gli artisti (ma è normale…) si dimostrano all’altezza della sfida, il risultato è centrato doppiamente. Da un lato, la mostra offre un ricco campionario delle infinite possibilità di rapporto che l’arte di oggi può (ri)allacciare con quella del passato. Dall’altro, si rinnova quello strano fenomeno per cui certe opere, invece di perdere valore nel tempo, si illuminano di nuovi significati appena qualcuno sia disposto ad accettarne la provocazione.

N.B.: in occasione della mostra, l’Alberoni ha esteso gli orari di apertura ed è visitabile dal Giovedì alla Domenica dalle 15 alle 18 (per info). É possibile effettuare la visita alla mostra e all’intero complesso anche con l’innovativa App Piacenza (disponibile per sistemi iOS e Android), che grazie alla tecnologia iBeacons localizza automaticamente il visitatore fornendo contenuti multimediali relativi ai punti di interesse.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...