20 motivi più o meno seri per cui vale la pena di andare alla Biennale (anche se sta per chiudere).

In questi tempi amari, può capitare che un qualsiasi fanatico da due soldi si presenti nel posto più comune, come un ristorante o una sala da concerto, a chiederti conto di come hai speso la tua vita. Di fronte a questa possibilità, è bene chiedersi perché valga la pena di fare quello che si sta facendo.

Aggirandomi tra le sale di una 56a Biennale di Venezia in aria di smobilitazione, pensavo a cosa avrei potuto rispondere se qualcuno me lo avesse chiesto. Queste sono, in ordine puramente casuale, le possibili risposte che mi si sono affacciate alla mente. Naturalmente ognuno è libero di dissociarsi e di stilare una propria lista personale.

  1. Perché è sempre un’ottima scusa per tornare a Venezia.
  2. Perché l’Arsenale è meravigliosamente contemporaneo e i Giardini sono sempre amabilmente demodé.
  3. Perché è un po’ come l’Expo: ci puoi trovare il meglio e il peggio di quello che c’è in giro nel mondo.
  4. Perché al padiglione del Giappone non c’è coda.
  5. Perché somiglia un po’ anche a una fiera d’arte, solo che non ti devi necessariamente sentire un pezzente
  6. Perché offre una rappresentazione efficace dello stato dell’arte e della società contemporanea, e la conclusione è che entrambi sono un gran casino.
  7. Perché quando incredibilmente sei riuscito a cogliere il significato di un’opera puoi fare il fenomeno con gli altri.
  8. Perché quando (cosa statisticamente più probabile) non ci capisci niente, puoi uscirtene con un classico “Mah, io non li capisco proprio ‘sti artisti di oggi”.
  9. Perché quando riconosci un artista famoso ti puoi permettere un commento snob del tipo “certo che Mimmo Paladino ha proprio rotto i coglioni”.
  10. Perché la stanza con i nudi di Baselitz vale da sola il prezzo del biglietto.
  11. Perché Steve McQueen è obiettivamente un grande artista. D’altronde anche Vasco da giovane non era mica così scemo.
  12. Perché in ciascuno di noi si nasconde un potenziale curatore, ma anche una potenziale verduraia.
  13. Perché c’è un sacco di gnocca.
  14. Perché ci voleva proprio che qualcuno, in quest’epoca di neoliberismo finanziario globalizzato, osasse ritirare fuori il caro vecchio Capitale di Marx dal dimenticatoio.
  15. Perché comunque farsi avanti e indietro le Corderie più i Giardini saranno 3 o 4 km, sai quante calorie bruciate?
  16. Perché sei figo poi puoi scriverci una recensione, se sei sfigato invece puoi scriverci un post.
  17. Perché nell’ipotetica recensione potresti dare libero sfogo alle tue velleità intellettuali, tipo “questa Biennale di Okwui Enwezor è un ossimoro, quasi una contradictio in terminis: una riflessione critica sul capitalismo occidentale espressa dagli spalti di un’istituzione intrinsecamente consustanziale alla peggiore stagione imperialista, una mostra che tenta di trascendere i confini dei modelli espositivi convenzionali pur incarnandone la stessa origine storica”.
  18. Perché nel pubblico trovi sempre i personaggi più improbabili.
  19. Perché, mentre lo dici, il tipo con la Reflex, la barbona e gli occhialoni da nerd sta pensando la stessa cosa di te.
  20. Perché sei sicuro che dopo ti troverai con il portafoglio più leggero e le gambe più pesanti, ma non puoi evitare di ammettere che se non ci fossi andato ti saresti perso qualcosa.

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